La stagione corrente deve ancora terminare, ma la Virtus ha già iniziato a programmare la prossima, che la Società si augura ricca di successi come quella che si sta per concludere. Il primo tassello che va ad incastrarsi è quello che riguarda il Direttore Sportivo, con la conferma di Matteo Guiducci, uno dei principali artefici dei trionfi di questi anni. Per l’ex difensore comincia così la sesta stagione in questo ruolo, dopo aver chiuso la carriera da calciatore proprio alla Virtus nel 2018-19.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐭𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀?

Quando parlo con la Società non servono mai tante parole, qua l’ambiente e le persone hanno sempre fatto la differenza e hanno sempre rispettato quello promesso, una volta che mi hanno detto cosa volevano fare non ci sono stati più dubbi, perché anche io avevo la stessa idea, quindi è stato facile continuare.
Ci eravamo già parlati i primi di marzo,  ma poi ci siamo presi del tempo per finalizzare il tutto perché volevamo concentrarci sul finale di stagione. Negli ultimi giorni abbiamo messo nero su bianco le nostre volontà.

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐬𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐚𝐥𝐞?

Tutti insieme abbiamo creduto in quel sogno chiamato Scudetto e ognuno di noi, nel proprio ruolo, è andato anche oltre il proprio massimo per riuscirci. La Società si è impegnata, negli anni si è rinforzata ed è sempre stata presente.
I dirigenti al campo non ci fanno mai mancare nulla. Mister Bizzotto e il suo Staff hanno sempre preparato al meglio le nostre 30 finali (cosi abbiamo lavorato ogni settimana). Ogni giocatore è stato fondamentale, ciascuno ha messo il suo mattoncino per la causa: insomma, tutto il Gruppo Virtus credo abbia fatto la differenza, contribuendo a scrivere la Storia per Acquaviva.

𝐋’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐯𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨, 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐭𝐮𝐚 𝐜’𝐞̀ 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞?

Sarà sicuramente un’emozione e anche un po’ una rivalsa tornare in Europa dopo quanto successo lo scorso anno. E lo faremo dalla porta principale, con lo Scudetto sul petto. Ma NON ci sto pensando e vorrei non ci pensassero troppo nemmeno i ragazzi perché il 25 maggio c’è una finale da giocare e, come ho già detto, un trofeo al quale noi teniamo e che vogliamo difendere.