Il secondo giro di giostra della Virtus in Champions League parte dal San Marino Stadium, dove i neroverdi hanno affrontato lo Zrinjski Mostar nell’andata del Primo Turno di Qualificazione. Davanti a oltre 500 tifosi bosniaci, giunti nonostante il maltempo, i neroverdi hanno retto l’urto per larghi tratti, ma sono stati penalizzati da episodi sfavorevoli che hanno spianato la strada al successo degli ospiti.

Il copione della gara è chiaro sin dai primi minuti: Zrinjski aggressivo e propositivo, Virtus ordinata e compatta nel contenere. Passaniti risponde presente sulle prime incursioni avversarie e la squadra di Bizzotto costruisce anche l’occasione migliore: Zulli serve Buonocunto che, dal cuore dell’area, non trova la deviazione vincente.

Quando il primo tempo sembra avviato a chiudersi sullo 0-0, ecco l’episodio che cambia la partita: al 43’ l’arbitro Jitari concede un rigore per un contatto tra Rinaldi e Burey. Decisione confermata dal VAR, ma accolta con proteste dalla Virtus. Dal dischetto Bilbija non sbaglia e porta avanti i bosniaci allo scadere della prima frazione.

La Virtus rientra in campo con lo stesso atteggiamento prudente, pronta a ripartire. Un infortunio toglie però dai giochi Sabato, costringendo Bizzotto al primo cambio forzato. Gli ospiti aumentano la pressione e Passaniti si esalta su Pranjić e Majić, mantenendo in vita i suoi.

Al 79’, però, arriva il raddoppio: sugli sviluppi di un corner, Bilbija anticipa tutti e firma la doppietta personale di testa. Azione contestata per un presunto fuorigioco a inizio manovra, ma il VAR non può intervenire trattandosi di calcio d’angolo.

Il 2-0 finale premia lo Zrinjski, superiore soprattutto nella ripresa e capace di gestire con autorevolezza il vantaggio. Alla Virtus resta il rammarico per non aver concretizzato le proprie chance e per il rigore discusso che ha indirizzato la partita.