MOSTAR – Davanti a circa 5.000 spettatori, la Virtus esce sconfitta per 2-1 dal campo dello Zrinjski Mostar, dicendo addio al sogno di qualificazione al turno successivo di Champions League. Nonostante il coraggio e una prestazione generosa, la squadra sammarinese si è dovuta arrendere alla maggiore esperienza e cinismo dei padroni di casa.
Il tecnico della Virtus opta per un cambio di assetto rispetto all’andata, schierando dal primo minuto Stefano Scappini e Matteo Zenoni. L’avvio è positivo per i neroverdi, attenti in fase difensiva e capaci di contenere il possesso palla, sterile, dei bosniaci. La prima vera occasione arriva però al 21′, quando Pranjc impegna Passaniti con un diagonale che l’estremo difensore respinge in angolo con un gran intervento.
Il vantaggio dello Zrinjski si concretizza sul finire del primo tempo: una distrazione difensiva permette a Mamic di ricevere un pallone liftato da Pranjc e battere Passaniti con un pallonetto beffardo. Come nella gara d’andata, la Virtus va al riposo sotto di un gol incassato nel finale di tempo.
Nella ripresa i neroverdi reagiscono con determinazione. Rinaldi salva su una deviazione pericolosa nei primi minuti, mentre Kis sfiora il raddoppio con una punizione e poi su azione corale. Al 67’ la Virtus sfiora il pari con un destro incrociato di Nicolò Biral, deviato provvidenzialmente da un difensore con Karacic ormai battuto.
Al 75’ però, lo Zrinjski chiude i giochi: Bilbija elude l’uscita di Passaniti e sigla il 2-0, che vale anche la qualificazione.
Nel finale, la Virtus prova con orgoglio a lasciare il segno. Benincasa calcia sul portiere dopo un errore della difesa locale, Scappini va vicino al gol su cross di Lombardi, e lo stesso centravanti colpisce di testa su punizione di Amati, ma il gol viene annullato per fuorigioco.
La meritata gioia arriva al 90’: fallo su Zulli in area, l’arbitro concede il rigore e Scappini realizza il suo primo gol in maglia Virtus, nonché la sua prima rete in Champions League.
Finisce 2-1 per lo Zrinjski Mostar, che passa il turno. Onore però alla Virtus Acquaviva, che lascia la competizione a testa alta dopo aver lottato con determinazione su uno dei palcoscenici più prestigiosi del calcio europeo.
